10 Luglio 2020

La storia di 50 anni della Polisportiva Palocco

23-03-2018 17:31 - News Generiche
Mezzo secolo, è passato mezzo secolo
da quel 23 marzo 1968
quando sei abitanti di Casal Palocco
(Alberto Grandi, Franco Cavatorta,
Lorenzo Mileto, Duilio Guarnieri, Corrado
Mottola e Bartolomeo Berta) si presentarono
davanti al notaio Enrico Castellini
per firmare l´atto costitutivo dell´Associazione
Polisportiva Palocco. A quel glorioso
nome, nel 2004, venne aggiunto l´aggettivo
"dilettantistica", come richiesto dalla
legge delle associazioni sportive senza
scopo di lucro, come da sempre è la Polisportiva.
Lo scopo era quello di consentire ai residenti
di Casalpalocco di svolgere attività
sportive, formative e ricreative, con particolare riguardo
verso il mondo giovanile, utilizzando il terreno
di via di Casalpalocco dove allora esistevano
un campo di calcio e poco altro. Si dovettero attendere
tre anni prima che, nel 1971, il Comune di Roma
desse in concessione quell´area di 36.216 mq
che la proprietaria, la Società Generale Immobiliare,
aveva nel frattempo gratuitamente ceduto al Comune
con destinazione a centro sportivo pubblico.
La Giunta comunale di Roma, con delibera n.4906
del 4 agosto 1971 autorizzava la suddetta concessione
con l´obbligo da parte dell´allora A.P.Palocco di
provvedere a proprie cure e spese alla costruzione
degli impianti per le diverse discipline sportive. In
considerazione delle spese che l´Associazione avrebbe
dovuto sopportare per la realizzazione di tali impianti
fu stabilito un canone simbolico di 24.000 lire
annue. La concessione fu rinnovata in forma di Convenzione
con delibera n.455 del 10 aprile 1979, con
scadenza nel 1988 e rinnovo ulteriore di anno in anno
per nove anni in regime di prorogatio, che sarebbe
dovuto scadere, quindi, nel 1998.
Nel frattempo i soci, senza alcun contributo di terzi,
pubblici o privati, avevano a poco a poco proceduto
alla costruzione degli impianti previsti in concessione,
e cioè
l campo di calcio con tribune, spogliatoi e parcheggio;
l nove campi da tennis, cinque in terra, quattro in
green set;
l impianto per basket e pallavolo;
l pista di pattinaggio;
l due piscine, una per adulti, una per bambini;
l locali adibiti a palestre e alla segreteria.
Tutto il terreno fu recintato e quanto non destinato
ad impianti sportivi mantenuto a verde.
Nel 1986 venne costruita la Club House, una palazzina
in cemento e legno lamellare destinata a Sede
Sociale, all´interno della quale sono ospitati locali
adibiti a bar e a ristorante.
Seguirono anni di consolidamento, la copertura
con struttura fissa del campo di basket/pallavolo,
l´illuminazione di tutti i campi di tennis, la costruzione
della palazzina con la segreteria e gli spogliatoi
del tennis, donata dall´allora presidente Martucci
in ricordo della figlia Anna scomparsa in un tragico
incidente, la costruzione di ulteriori tre campi
da tennis, la successiva conversione di un campo di
tennis in campo di calcetto, gli interventi in piscina,
il mantenimento del verde, fino alla recente installazione,
all´esterno della palazzina della Sede
Sociale, di un elevatore per agevolare l´ingresso dei
soci più anziani. E´ del 1991 l´investimento più
oneroso e prestigioso: la copertura di due dei campi
in green set, un impianto che tutti ci invidiano.
Numerosi i presidenti che, a partire dal primo,
l´ing. Alberto Grandi, si sono succeduti in questi
50 anni. Ci piace ricordarli tutti: Mauro Ciocchetti,
Fausto Peyrani, Enzo Martucci, Salvatore Indelicato
e, più recentemente, Fabio Casantini, Marco
Manzella, Gianfilippo Pecorini e, attualmente, Ernesto
Morelli. Con loro tantissimi soci che, a turno,
hanno formato i Consigli Direttivi e i Collegi dei
Probiviri e dei Revisori.
Non sono mancati i periodi difficili. In data 28 giugno
1991 il Comune di Roma, senza addurre alcuna
motivazione, comunicava la disdetta della Convenzione.
La richiesta di rinnovo, formulata il 14 marzo
1992, non riceveva alcun riscontro. Il 23 novembre
1995 l´Associazione riceveva inopinatamente una
comunicazione da parte della Commissione Stime
per il Patrimonio nella quale si informava che, ai fini
del rinnovo della Concessione, riteneva congruo,
per il 1995, il canone annuo di Lit. 278.956.604 stabilendo
nel contempo indennità di occupazioni pregresse
per gli anni 1992, 1993 e 1994.
Iniziava una lunga, tormentata vicenda per dimostrare
l´assurdità della pretesa di un canone a valore
di mercato e non il diritto a veder riconosciuto il
canone agevolato al 10% di tale valore come consentito,
per legge, nei confronti delle associazioni
senza scopo di lucro e di grande valenza sociale in
particolare verso il mondo giovanile.
Solo nel febbraio 2003 il Comune rispondeva alle
richieste di rinnovo della concessione. A partire dal
1996 veniva riconosciuto il canone ridotto, ma restava
il macigno dei quattro anni a canone pieno
tanto che il debito da saldare ammontava, a quel
punto, a 810 mila €!
Contro l´iniqua pretesa si ricorse al TAR e, successivamente,
al Consiglio di Stato mentre l´Associazione,
da parte sua, confermava la volontà di mantenere
il suo impegno e, in attesa di regolarizzazione,
pur nell´incertezza della sua posizione di "occupante
senza titolo" come per anni venne definita,
riteneva di continuare nel mantenimento delle
strutture garantendo senza interruzione i consueti
servizi alla comunità.
Il Consiglio di Stato, con l´ordinanza 432 del 30
gennaio 2007, accoglieva il ricorso della Polisportiva
riconoscendo nel merito che "nella prospettiva
della regolarizzazione delle occupazioni senza
titolo risulta ragionevole individuare una misura
proporzionalmente ridotta" fissando nella sola percentuale
del 50% la richiesta di pagamento del debito
pur prescritto.

Solo nel 2007 si arrivava alla transazione
per un importo pregresso di 435 mila euro
(70%) senza interessi, di cui 100.000 €
subito versati, gli altri spalmati in 18 anni
quanto era stata fissata la durata della
nuova concessione che valeva retroattivamente
dal 2003 e che, infatti, scadrà il 31
dicembre 2021. E si dovettero aspettare altri
quattro anni prima che la transazione
venisse ufficializzata. Oggi paghiamo un
canone annuale di circa 23 mila euro e un
pregresso residuo di circa 38 mila euro.
Tutta questa vicenda non ha minimamente
intaccato le attività che i Consigli Direttivi
succedutisi in quei difficili anni hanno garantito
alla comunità conservando i principi
di base dell´associazione: assenza di scopo di lucro,
qualità nella gestione delle attività rivolte ai giovani,
tariffe in linea con quelle Comunali, pieno rispetto
delle leggi e dei regolamenti delle Federazioni sportive
cui siamo iscritti. La Polisportiva è presente nel registro
CONI delle associazioni sportive dilettantistiche
sin dal momento in cui il registro è stato costituito.
Nel 2014 ha ottenuto la personalità giuridica.
Tanti i successi sportivi che si sono avuti nel mezzo
secolo appena trascorso e che, a turno, hanno gratificato
tutte le Sezioni sportive. Tanti i campioni
che hanno frequentato la Poli, di cui resta traccia
nella raccolta della Gazzetta di Casalpalocco, il
mensile della Polisportiva. Ci basti ricordare Nicola
Pietrangeli, Silvia Farina, Francesca Schiavone,
Flavia Pennetta per restare solo in ambito tennistico,
menzionando anche l´ormai decennale svolgimento,
sui nostri campi, del celebre Lemon Bowl.
Ma più ancora ci piace ricordare quel migliaio di
piccoli atleti che, da cinquant´anni, e sono ormai
tre generazioni, si sono succeduti sui campi della
Polisportiva trovando il luogo sicuro in cui svolgere
attività sportiva, crescendo con essa.

L´attuale concessione scade a dicembre 2021. Il desiderio
e la volontà dei soci è quello di poterne avere
il rinnovo e avere i titoli di rimanere "in campo"
in considerazione di tutto quello che l´Associazione
ha fatto in cinquant´anni, di come lo ha fatto e delle
credenziali che la comunità per cui opera le ha
sempre riconosciuto. E´ l´augurio che formuliamo a
mezzo secolo di distanza da quel 23 marzo 1968
che ci accingiamo orgogliosamente a celebrare.
Lunga vita all´A.P.D.Palocco!

Salvatore Indelicato

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