26 Maggio 2019
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Un po' di storia

L'Associazione Polisportiva Palocco, che ha aggiunto in base alla legge 128/2004 l'aggettivo "dilettantistica" alla sua ragione sociale, si è costituita nel 1968 tra i residenti di Casalpalocco allo scopo di consentire attività sportive, formative e ricreative con particolare riguardo verso il mondo giovanile. Dal 1971 ha ottenuto in concessione dal Comune di Roma un'area di 36.216 mq di nudo terreno per la costruzione di impianti sportivi. Detto terreno era stato gratuitamente ceduto al Comune dalla Società Generale Immobiliare in virtù della Convenzione del 2.11.1960, con destinazione a centro sportivo pubblico. La Giunta comunale di Roma, con delibera n.4906 del 4 agosto 1971 autorizzava la suddetta concessione con l'obbligo da parte della A.P.Palocco di provvedere a proprie cure e spese alla costruzione degli impianti per le diverse discipline sportive. In considerazione delle spese che l'Associazione avrebbe sopportato per la realizzazione di tali impianti fu stabilito un canone simbolico di 24.000 lire annue. Tale concessione fu rinnovata in forma di Convenzione con delibera n.455 del 10 aprile 1979 con scadenza nel 1988 e rinnovo ulteriore di anno in anno per nove anni in regime di prorogatio, scaduto quindi nel 1998.


In forza della Convenzione del 1979 si è proseguito nella realizzazione, richiesta esplicitamente, di dieci campi scoperti e due coperti di tennis, un campo coperto di basket-pallavolo, una piscina, un campo di calcio con tribuna, una palazzina con le palestre e l'ufficio di segreteria, la Sede Sociale con annessi per bar-ristorante, il tutto in virtù di regolari concessioni edilizie e integralmente pagato dai soci, senza alcun contributo di terzi, pubblici o privati, e con il versamento delle relative tasse (legge Bucalossi). Le concessioni edilizie richieste ed ottenute sono tutte in linea con le esigenze sportive e nessuna modifica hanno apportato al piano urbanistico della zona. Tutto il terreno è recintato e quanto non destinato ad impianti sportivi è mantenuto a verde.
Sempre in forza della citata Convenzione, inoltre, tutto quanto realizzato, del valore di diversi miliardi, al termine della Convenzione è divenuto di proprietà del Comune di Roma.

Il problema del rinnovo della Concessione
In data 28 giugno 1991 il Comune di Roma, senza addurre alcuna motivazione, comunicava la disdetta della Convenzione. La richiesta di rinnovo, formulata il 14 marzo 1992, non riceveva alcun riscontro. Il 23 novembre 1995 l'Associazione riceveva inopinatamente una comunicazione da parte della Commissione Stime per il Patrimonio nella quale si informava che, ai fini del rinnovo della Concessione, riteneva congruo, per il 1995, il canone annuo di Lit. 278.956.604 per l'area di proprietà comunale sita in Roma - via di Casalpalocco stabilendo nel contempo indennità di occupazioni pregresse per gli anni 1992, 1993 e 1994. L'Associazione reagiva dichiarando inaccettabili le somme indicate ricordando da un lato la sua natura sociale e non privatistica, dall'atro di non essere comunque in grado di sostenere un onere così gravoso. Nel corso di una serie di incontri con l'allora aspirante sindaco Rutelli, con vari funzionari e successivamente con lo stesso assessore allo sport Milana esponeva le proprie ragioni indicando, peraltro, la grande valenza sociale che l'Associazione riveste nei confronti della comunità di Casalpalocco e dintorni e in particolare verso il mondo giovanile. I funzionari e l'assessore medesimo prendevano atto di quanto sostenuto ed interrompevano l'invio delle richieste di pagamento inizialmente pervenute, riconoscendo in via di principio il diritto ad usufruire del canone agevolato al 10% del valore di mercato. L'Associazione, da parte sua, confermava la volontà di mantenere il suo impegno e, in attesa di regolarizzazione, pur nell'incertezza della sua posizione, riteneva di continuare nel mantenimento delle strutture garantendo i consueti servizi alla comunità.
L'Associazione non è infatti un circolo privato, ma si pone come centro di aggregazione sociale nei confronti delle famiglie del territorio. I prezzi dei vari servizi sono sicuramente contenuti grazie al fatto che l'Associazione è senza fini di lucro, con ciò intendendo che tutti gli amministratori negli anni succedutisi hanno svolto e continuano a svolgere la loro opera in regime di completo volontariato senza percepire alcun compenso, mentre tutti gli avanzi di gestione vengono puntualmente reinvestiti nella costruzione e nella manutenzione di strutture di proprietà comunale.
Gli amministratori sono ogni tre anni eletti dai soci e il rapporto fiduciario è garantito dai bilanci dell'Associazione sempre a disposizione degli stessi. Al contrario di un circolo privato la Polisportiva nel mantenere a livello basso sia le quote sociali che quelle a fronte dei corsi di avviamento allo sport consente ad oltre 350 famiglie di soci di avere un luogo di aggregazione sociale e ad oltre 1000 tra bambini e ragazzi, non necessariamente soci, di partecipare ai corsi di avviamento a prezzi in linea con quelli comunali. L'ambiente è mantenuto aperto anche agli adulti non soci che hanno libero accesso alle manifestazioni sportive e ricreative che vi si tengono, possono iscriversi ai corsi per adulti (tennis, palestra, bridge), utilizzare a determinate condizioni gli impianti mentre, sempre in virtù della Convenzione del 1979, che l'Associazione non ha mai rinunciato ad onorare, il XIII Municipio ha la disponibilità di programmare gratuitamente l'utilizzo, dal lunedì al venerdì, di due campi da tennis, della pista di pattinaggio e dell'impianto di basket/pallavolo, strutture spesso utilizzate dal Ministero dell'Educazione per l'effettuazione dei Giochi Studenteschi.

Il rinnovo della Concessione
Dopo diversi anni di silenzio, a seguito della ennesima domanda di regolarizzazione presentata, secondo le nuove procedure, il 12 febbraio 2003, il Dipartimento IV del Comune di Roma presentava inizialmente una situazione debitoria, a partire dal 1993, riproponendo l'importo di 136 € circa, aumentato degli interessi, per gli anni 1993, 1994 e 1995, ridotto a circa 30 mila € per gli anni 1996 e 1997, a 23 mila € nel 1998 e a circa 17 mila € dal 1999 chiedendo così di saldare un debito totale di ben 810 mila €.
Di fronte alla nostra ferma e scontata contestazione sia dell'ammontare incongruo della cifra sia eccependo la prescrizione del debito, non essendoci mai stata fatta in passato alcuna comunicazione in tal senso, lo stesso Dipartimento IV riconosceva la fondatezza della nostre argomentazioni e, tenendo conto della nostra assicurazione di essere disponibili a sanare la situazione debitoria se contenuta in limiti sostenibili, ci comunicava in via ufficiosa che avrebbe applicato dal 2004 un canone annuale di 14.500 € e che limitava il debito pregresso agli ultimi cinque anni per un ammontare di circa 100.000 € da pagare nei sei anni di durata della nuova concessione. Presentava quindi questa proposta per l'approvazione da parte della Giunta Comunale, ma il Segretario Generale, a cui il sindaco Veltroni aveva delegato l'intera materia, ora regolata dalla delibera comunale 132 del 19 luglio 2004, la respingeva giudicandola non congrua.
A seguito di ciò il IV Dipartimento, nel giugno del 2003, ci inviava formale richiesta di pagamento della somma pregressa quantificandola in 775 mila € compresivi degli interessi legali nel frattempo maturati. Oltre 600 mila euro derivano dalla richiesta relativa agli anni 1993-94-95 per il quale il canone è stato valutato a valore di mercato. Ci fu fatto infatti notare che fino all'agosto del 1995 il Comune di Roma non aveva ancora recepito gli sconti, prima dell'80 poi del 90%, successivamente concessi per le associazioni senza fini di lucro che consentono, come fa la Polisportiva, l'utilizzo degli impianti anche ai non soci, sconti che invece valevano da tempo, al 10%, per i beni dello Stato. Evidentemente non si è tenuto conto né della circolare del 22.4.96 del Ministero delle Finanze che, richiamando leggi dello Stato, invitava le amministrazioni alla sospensione, anche con effetto retroattivo, delle somme eccedenti il 10% dei canoni, nè della la legge 549 del 28.12.1995 che prevede che le concessioni comunali possono essere fatte applicando le norme relative ai canoni ricognitori. A buon diritto, invece, la Polisportiva Palocco avendo comunque svolto, dal 1993 ad oggi, le medesime attività pattuite nella Convenzione del 1979 ed avendo osservato integralmente tutti gli obblighi nascenti dalla stessa, ha sempre ritenuto che le debba essere applicato, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1993 e la data di rinnovo della concessione, un canone pari al 10% del valore di mercato per un importo che dovrebbe attestarsi, per l'intero decennio, intorno ai 150 mila € al netto degli interessi legali.
Da colloqui avuti nel 2004 con il dirigente dell'Ufficio Gestione Impianti Sportivi del IV Dipartimento, dott. Alberto Pronti, siamo stati invitati a comporre la questione per via transattiva.

Proposta per una transazione
I bilanci degli ultimi anni e le previsioni che si possono fare per il prossimo futuro, nelle attuali condizioni dell'impianto, fanno attestare intorno ai 30-40 mila € il margine annuale di gestione comprendendovi il canone di 14.500 €. Detto margine è appena sufficiente a garantire gli investimenti e le manutenzioni straordinarie annualmente indispensabili per mantenere le attuali strutture, molte delle quali presentano evidenti carenze per vetustà.
Per discutere sull'argomento fu convocata, il 18 settembre 2004, l'Assemblea dei soci della Polisportiva che, anche per evitare contenziosi decennali e incertezza per il medesimo periodo, dette mandato al suo presidente, di procedere nel rinnovo della concessione per un canone annuale che il Comune aveva correttamente fissato in 14.500 € (canone che è stato pagato per il 2004 e che, rivalutato con l'indice ISTAT, stiamo continuando mensilmente a pagare), e di regolarizzare in via transattiva la situazione debitoria a partire dal 1993 per un ammontare massimo complessivo di 300 mila € da corrispondere in 18 anni senza interessi, secondo quanto previsto dalla delibera comunale del 7 novembre 2002 proprio per rendere fattibili sistemazioni come la nostra. L'importo, che è superiore a quello ritenuto giustificato dalle leggi in vigore, era il massimo che ritenevamo di poter offrire incrementando i margini dei vari esercizi economici senza mettere a repentaglio il mantenimento delle strutture esistenti, oneroso perché vetuste.
Questa proposta, formalizzata con raccomandata del 23 novembre 2004, non è stata accettata. Al contrario ricevevamo in data 31 maggio 2005 una controproposta che prevede il pagamento di 430.000 € gravati da interessi e distribuiti in 12 anni. Nel frattempo il debito pregresso da 775 mila euro veniva ridotto a 760 tenendo in considerazione che la riduzione al 20% del valore di mercato era stata deliberata nell'agosto 1995 e non dal 1 gennaio 1996 come precedentemente conteggiato.
Nel corso dei colloqui con il dr. Pronti ci veniva indicato che, in caso di mancata accettazione della proposta, andando ad un contenzioso sul pregresso, si avrebbe l'immediata richiesta del pagamento di quanto dovuto (circa 100.000 €) per il quinquennio 1999-2003, per il quale non si può invocare la prescrizione, ma soprattutto il rientro in possesso dell'impianto da parte del Comune di Roma. In parole povere la fine della Polisportiva così come l'abbiamo sempre conosciuta.
L'argomento è stato portato all'attenzione dei soci nel corso dell'Assemblea del 18 giugno 2005 che ha deliberato, dopo ampia ed animata discussione, di effettuare una controproposta riducendo a 380 mila euro l'importo della transazione. Anche questa somma è giudicata particolarmente gravosa e ci costringerà a ridurre al minimo i nuovi investimenti e a provvedere alle sole manutenzioni straordinarie giudicate assolutamente necessarie, mentre è prevedibile che, in un'ottica di contenimento dei costi, si renderà necessario un ridimensionamento delle attività agonistiche di cui daremo conto alle Federazioni informandole delle ragioni che le hanno prodotte. Analogamente ci comporteremo nei confronti di soci e non soci, e della comunità nella quale operiamo, a giustificazione degli aumenti di quote sociali e delle tariffe resi necessari per incrementare i margini di gestione a fronte di quanto dovuto.
E' stata chiesta, come agevolazione, di ridurre gli importi da versare nei primi anni, predisponendo un piano di pagamenti a scalare, da avviare a partire dal mese successivo a quello della stipula della concessione, iniziando, per il primo anno, da una quota complessiva non superiore a 30.000 €.
Il Comune non intende fare transazioni
In data 7 novembre siamo stati convocati dal vicesegretario generale del Comune, dott. Sciorilli che, alla presenza del dott. Pronti ci ha comunicato che la giunta comunale, malgrado la raccomandazione del sindaco, on. Veltroni, di accettare la transazione proposta dalla A.P.D.Palocco, non ritiene di poter procedere per via transattiva nel timore di essere accusata di dover rispondere di "danno patrimoniale". Il debito iscritto nel bilancio del Comune per 760 mila euro è quindi confermato in toto. Tuttavia, in riconoscimento delle benemerenze acquisite dalla Associazione per l'opera, di grande valore sociale, svolta in 35 anni di attività, non è intenzione del Comune affidare ad altri la gestione dell'impianto, né di indire gara per una sua vendita. Si promise pertanto di proporci una soluzione che, nel rispetto degli attuali regolamenti, consenta da un lato, al Comune, di rientrare dell'intera somma, dall'altro, alla Polisportiva, di erogarla in modo sostenibile.
In effetti, in un incontro avuto il 2 dicembre, il dott. Sciorilli ci ha informati che l'unico modo per risolvere la difficile situazione è quello di prolungare fino a 30 anni la concessione in virtù delle manutenzioni straordinarie e degli ulteriori investimenti che l'Associazione si impegnasse a fare. Il regolamento, di cui alla delibera comunale 132 del 19 luglio 2004, infatti
• a. autorizza a regolarizzare i debiti pregressi per un periodo fino a 18 anni senza interessi;
• b. concede il prolungamento della concessione in relazione agli investimenti e alle manutenzioni straordinarie che, autorizzati dal IV Dipartimento, verranno fatti nel periodo di concessione.
L'importo necessario per ottenere il prolungamento della concessione fino a 30 anni dipende dai bilanci che l'Associazione produce. Pertanto il dott. Sciorilli ci invitò a presentare al IV Dipartimento i bilanci degli ultimi anni e, in relazione alla cifra che detto Dipartimento ci avrebbe indicato, avremmo dovuto presentare progetti per gli interventi manutentivi e/o migliorativi da effettuare. Con tali elementi la Giunta Capitolina con una delibera avrebbe affidato in concessione per 18 anni l'impianto all'Associazione Polisportiva Dilettantistica Palocco, prolungando contestualmente la stessa a 30 anni. Il debito di 760 mila euro sarebbe quindi diluito in tale tempo, senza interessi per i primi 18 anni.
Ai primi di gennaio, analizzato il bilancio 2004/2005 dell'Associazione, il dr. Pronti ha informalmente comunicato che, per portare da 18 a 30 anni la diluizione del debito pregresso, è necessario che l'A,P.D.Palocco si impegni, con atto d'obbligo, ad effettuare investimenti e manutenzioni straordinarie sulle attuali strutture per circa 800 mila euro in 12 anni! Tuttavia tra canone annuale (15 mila euro), canone pregresso (30-35 mila euro all'anno) e impegni di investimenti da realizzare in così breve tempo senza poter accedere al Credito Sportivo per mancanza di personalità giuridica nè a mutui in mancanza di beni propri, l'impegno, per la sopravvivenza della Polisportiva, risulta difficilmente sostenibile.
Con l'Assemblea del 25 marzo i soci della Polisportiva hanno quindi deliberato di preferire il pagamento in 18 anni senza interessi dell'intera somma richiesta rispetto all'impegno di effettuare obbligatoriamente investimenti per portare il periodo dei pagamenti a 30 anni e rispetto alla proposta, formulata da un gruppo di soci dopo consultazione con un legale, di pagare unicamente gli ultimi cinque anni e attendere lo sfratto per fare le dovute opposizioni.
Successivamente il IV Dipartimento, con nota del 14 aprile, presentava il testo dell'accordo preliminare per la regolarizzazione amministrativa della posizione della Polisportiva, propedeutica al riconoscimento della nuova Concessione. In tale nota si richiedeva formalmente la rinuncia, da parte dell'Associazione, alla prescrizione ex art.2946 e seguenti del codice civile e la sottoscrizione di una polizza fidejussioria bancaria o assicurativa, a garanzia del debito pregresso per un periodo pari alla durata della rateizzazione e per un importo corrispondente a quello delle singole quote annuali di restituzione, e cioè di 43.669,20 €, da rinnovare tacitamente di anno in anno fino al totale esaurimento del debito.
Non essendo queste due clausole a conoscenza dell'Assemblea dei soci il Consiglio Direttivo, nella sua seduta del 4 maggio, riteneva opportuno portare tali clausole all'approvazione della Assemblea indetta per il successivo 31 maggio.

I ricorsi al TAR
Con l'Assemblea del 31 maggio l'A.P.D. Palocco dava mandato allo Studio Lubrano e all'avv. Benito Emanuele, che nel frattempo erano stati incaricati di studiare le problematiche relative al rinnovo della concessione, di fare ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro la pretesa del Comune di Roma di subordinare la concessione, per la quale si riconoscevano i titoli, alla rinuncia ad un diritto, la richiesta di somme ormai prescritte e che comunque venivano contestate per gli anni nei quali erano state conteggiate a canone di mercato anziché al canone ricognitorio del 10% dello stesso.
Il ricorso era depositato il 6 giugno e, contestualmente, su suggerimento del prof. Lubrano, veniva effettuato il pagamento di 100.049,01 € relativo ai cinque anni non prescritti portando così il presunto debito, peraltro prescritto, si riduceva a circa 661 mila euro.
A seguito del ricorso al TAR il Comune di Roma, con comunicazione del 21 agosto, informava l'A. P. D. Palocco che dal 1 luglio lo ritiene "occupante senza titolo" riportando il canone, come per gli anni 1993-1995, al valore di mercato di circa 150 mila euro annuali!
Immediatamente lo Studio Lubrano, su richiesta del Consiglio Direttivo dell'Associazione, impugnava il provvedimento chiedendone, con nota aggiuntiva al precedente ricorso del 6 giugno, la sospensiva in attesa del giudizio di merito relativo a quest'ultimo.
In data 6 dicembre il TAR del Lazio pronunciava la sorprendente ordinanza 6728/2006 nella quale affermava non sussistere i presupposti per disporre l'accoglimento dell'istanza incidentale di sospensione dell'atto del Comune di Roma che, considerando la Polisportiva come occupante senza titolo, ha ripristinato dal 1 luglio 2006 la richiesta di pagamento del canone a condizioni di mercato. Detto atto è stato ritenuto dal TAR legittimo in quanto, come evidenziato dell'amministrazione comunale, sono state previste rilevanti facilitazioni in ordine al pagamento dei canoni pregressi.
Duplici appaiono le contraddizioni dell'ordinanza che, escludendo il periculum in mora, da un lato non tiene conto del fatto che dal 1 luglio viene chiesta, senza alcuna facilitazione, la somma di oltre 150 mila euro annuali avendo considerato la Polisportiva come occupante senza titolo, impegno economico chiaramente insostenibile, dall'altro, sorprendentemente, legittima il creditore di una somma (661 mila euro) non dovuta (perché prescritta) per il solo fatto che tale somma è richiesta con rilevanti facilitazioni (essendo stata distribuita in 18 anni).
Per tali motivi l'Assemblea dei soci della A.P.D.Palocco del 9 dicembre ha dato mandato allo Studio Lubrano di fare immediato ricorso al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva cautelare di detta ordinanza.
Con l'ordinanza 432 del 30 gennaio 2007 la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Polisportiva
• riconoscendo nel merito che "nella prospettiva della regolarizzazione delle occupazioni senza titolo risulta ragionevole individuare una misura proporzionalmente ridotta";
• riconoscendo che pur in presenza di una rateizzazione del debito sussiste "l'irreparabilità e la gravità del pregiudizio che incide costantemente e con entità rilevante, sul bilancio mensile dell'Associazione";
• fissando nella sola percentuale del 50% la richiesta di pagamento del debito pur prescritto.
Il che significa che è ragionevole, come a suo tempo proposto al Comune di Roma che si rifiutò di accettare, effettuare una transazione con il pagamento del 50% dei 661 mila euro relativi agli anni 1993-1998; ottenere la concessione, ripristinando l'importo del canone d'affitto al 10% del valore di mercato e finalmente poter pianificare, con la serenità offerta da una situazione certa, tutte quelle iniziative e quelle significative migliorie agli impianti che, in questi dodici anni vissuti con l'incertezza del domani, non era certo possibile neppure prendere in considerazione.
Ciò nonostante il Comune di Roma, nella convinzione di avere partita vinta al TAR si è a lungo ostinato a non accettare il pagamento del 50% assicurando peraltro di poter accettare una transazione del 70%. Finalmente nella primavera del 2009 si è concordato di ridurre al 65% tale percentuale, transazione che è stata accettata dai soci della Polisportiva Palocco nel corso dell'Assemblea del 18 aprile. In tal modo si potrà regolarizzare la posizione della Polisportiva ottenendo una concessione per 18 anni a partire dal 2004 durante la quale distribuire il debito pregresso di 430 mila euro gravati da interessi che porteranno l'ammontare da corrispondere a circa 504 mila euro. Il 5 maggio l'Ufficio Extradipartimentale "Politiche per la promozione e lo sviluppo dello Sport", inviava l'attesa comunicazione che si riteneva accettabile la proposta di transazione formulata dalla Polisportiva, proposta che è ora all'approvazione della Giunta Comunale.


(ultimo aggiornamento 15/12/2009)

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